Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha recentemente comunicato, nell’ambito della sesta revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), una significativa rimodulazione della dotazione finanziaria destinata alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Diciamo pure un drastico taglio, peraltro oltre una settimana prima rispetto al termine per la presentazione delle domande di contributo.
Nonostante questo severo taglio dei fondi Pnrr destinati alle CER, che ha suscitato decise reazioni nel comparto, le dichiarazioni del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) confermano che la misura ha raggiunto e superato gli obiettivi di potenza installata previsti.
Il taglio genera comunque non poca preoccupazione nel panorama delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): l’ammontare di questo taglio è infatti quantificato in un drastico 64%, una vera e propria “doccia fredda” per molti operatori, enti locali e cittadini che avevano riposto grandi aspettative in questo strumento per la transizione energetica del Paese.
La revisione del piano nazionale e i nuovi numeri
La misura Pnrr specificamente dedicata alle CER, concepita per incentivare la nascita di queste nuove configurazioni energetiche su tutto il territorio nazionale, ha subito una drastica riduzione del budget. La dotazione iniziale di 2,2 miliardi di euro è stata tagliata del 64%, attestandosi a 795,5 milioni di euro.
Questa revisione, che arriva a ridosso della scadenza della misura, rientrerebbe nel più ampio processo di rinegoziazione del Pnrr italiano in corso con la Commissione Europea.
Il MASE ha comunque tenuto a precisare che le misure relative a CER, biometano e agrivoltaico sono state “messe in sicurezza” all’interno del piano rivisto, suggerendo che l’impegno verso queste tecnologie rimane strategico, sebbene con risorse a valere sul PNRR significativamente inferiori a quelle inizialmente previste.
La conferma del GSE sul raggiungimento della milestone
In netta controtendenza rispetto alla riduzione dello stanziamento, l’obiettivo tecnologico della misura Pnrr per le CER sarebbe invece stato pienamente conseguito. Il Presidente del GSE, Paolo Arrigoni, ha infatti confermato che l’obiettivo di 1.730 MW di potenza incentivata è stata superato con successo.
I dati ufficiali indicano che sono stati richiesti 1.778 MW a fronte di una dotazione economica di 778 milioni di euro, dimostrando la considerevole adesione del mercato e il forte interesse da parte di investitori, progettisti e amministratori di CER. Il superamento dell’obiettivo prefissato fornisce una prova concreta della maturità del settore e della capacità del sistema italiano di assorbire e sviluppare progetti di energia rinnovabile distribuita.
Possiamo ipotizzare che questa rimodulazione, probabilmente messa in campo con la Commissione Europea già al principio dell’estate, sia stata determinata da un concreto timore di non rispettare i tempi previsti dal piano originario, in particolare nell’assegnazione delle risorse. Se questo è vero, allora, il colpevole sembra più la lunghezza del processo di approvazione delle domande da parte del GSE piuttosto che la risposta del mercato. Avremo modo di tornarci in futuro, intanto: Cosa succede alle domande non finanziate?
Cosa succede alle domande non finanziate
A seguito del taglio fondi Pnrr, inevitabilmente un numero di progetti che sono stati valutati o quantomeno presentati rimarranno non finanziati, pur essendo pienamente idonei. Speriamo, come pare di capire da voci ministeriali, che lo strumento verrà presto ristrutturato e che le istanze giacenti possano essere dirottate su questa nuova misura.
Il MASE ha fornito un importante chiarimento: i progetti positivamente valutati ma esclusi dalla dotazione attuale saranno considerati idonei per eventuali futuri scorrimenti o integrazioni finanziarie. Se non altro verrebbero così salvaguardati l’impegno e gli investimenti fatti dai proponenti, tenendo aperte le prospettive di finanziamento non appena nuove risorse, statali o europee, dovessero rendersi disponibili.
Una clausola fondamentale per mantenere viva la fiducia dei cittadini e degli operatori del settore delle rinnovabili, che hanno investito tempo e risorse in un progetto CER.