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Aumento prezzi energia: elettricità e gas ai massimi da anni

Scopri le cause dell’aumento prezzi energia, con elettricità e gas che tornano ai massimi degli ultimi anni in Italia ed Europa. Analisi e prospettive.

Il Vecchio Continente si trova nuovamente di fronte a un’impennata significativa nei costi dell’energia. L’aumento dei prezzi energetici, in particolare per elettricità e gas, sta riportando i valori all’ingrosso a livelli che non si vedevano dal 2022, l’anno della grande crisi energetica. Questa fiammata non è un episodio isolato, ma una tendenza preoccupante che coinvolge l’Italia, la Germania e gran parte d’Europa, sollevando interrogativi sulle cause e sulle prospettive future. In Germania, ad esempio, i prezzi all’ingrosso hanno superato i 1.000 euro per Megawattora, un record da 18 anni, mentre in Italia il Pun (Prezzo Unico Nazionale) ha raggiunto i 182 €/MWh, con picchi giornalieri a 275 euro.

Le cause dell’attuale aumento prezzi energia

I mercati energetici europei sono tornati in tensione da settimane a causa di una combinazione di fattori climatici ed economici. Il freddo intenso e le frequenti carenze di energie rinnovabili, spesso dovute a periodi di scarsa ventosità e irraggiamento solare (il cosiddetto “Dunkelflaute”), costringono a un maggiore ricorso ai combustibili fossili. Gas, carbone, lignite e persino derivati del petrolio vengono bruciati in quantità crescenti per soddisfare la domanda energetica, specialmente nei Paesi privi di energia nucleare come l’Italia e la Germania.

Il ruolo del gas e l’incertezza delle forniture

I prezzi del gas hanno ripreso a correre, superando quota 50 €/MWh sugli hub europei. Nonostante una recente flessione, le previsioni rimangono pessimistiche. Particolare preoccupazione suscita il rapido consumo delle scorte europee, ai massimi degli ultimi otto anni. Questa situazione alimenta il timore di una “corsa agli acquisti” simile a quella che nell’estate del 2022 scatenò una spirale rialzista, spingendo il gas oltre 340 €/MWh. L’obbligo normativo dell’Unione Europea di ricostituire gli stoccaggi con obiettivi precisi e una tabella di marcia serrata crea un terreno fertile per la speculazione.

L’incertezza sulle forniture residue di gas russo aggrava ulteriormente il quadro. La possibile interruzione del contratto di transito in Ucraina a fine anno, unita alle sanzioni USA contro Gazprombank che complicano i pagamenti, potrebbe costringere l’Europa a sostituire il gas russo con carichi extra di GNL (Gas Naturale Liquefatto) a costi molto più elevati. Gli analisti, come quelli di BofA, prevedono possibili impennate del gas sopra i 70 €/MWh nel 2025, con un prezzo medio in rialzo del 15%.

L’elettricità segue a ruota il prezzo del gas

Storicamente, i prezzi dell’elettricità sono strettamente legati a quelli del gas, e l’attuale situazione ne è una riprova. Nonostante gli sforzi per raggiungere il “disaccoppiamento” (decoupling) dei mercati elettrici dall’influenza del gas, questo traguardo appare ancora lontano. Con le fonti rinnovabili che “zoppicano”, sono le vecchie fonti fossili a raccogliere il testimone nella generazione elettrica, e il gas, in particolare, continua a guidare i prezzi dell’elettricità.

In Italia, a novembre, i consumi di gas sono aumentati del 13,4% su base annua, raggiungendo i 6,5 miliardi di metri cubi. A trainare questa crescita è stato il settore termoelettrico, con un incremento del 34,7% a 2,1 Bcm. Questi volumi, superiori alla media decennale, hanno compensato il calo della generazione idroelettrica (-23%) ed eolica (-40,7%), oltre a minori importazioni nette. Il gas extra è stato prelevato principalmente dalle scorte accumulate, quando i prezzi erano più bassi.

L’impatto del clima e delle carenze energetiche europee

Oltre al “Dunkelflaute” che penalizza le rinnovabili, altri fattori contribuiscono alla tensione. In Germania, le centrali a carbone e lignite operano a pieno regime. La Francia, pur essendo una potenza nucleare, ha riacceso centrali a olio combustibile a causa di un’ondata di freddo intenso e delle forti esportazioni di elettricità verso Paesi vicini (Italia e Germania) disposti a pagare prezzi elevati. Anche scioperi nel settore nucleare e idroelettrico francese hanno rallentato alcuni impianti in un periodo di forte fabbisogno energetico.

La limitata capacità delle linee di trasmissione per aumentare le importazioni di elettricità ha ulteriormente contribuito all’incremento del consumo di gas, che in Germania ha raggiunto il massimo da dicembre 2022. Questo scenario complesso evidenzia la vulnerabilità dei sistemi energetici europei e la necessità di investire in soluzioni che garantiscano una maggiore stabilità e indipendenza.

Nel nostro piccolo, questo significa espansione delle fonti rinnovabili e diffusione e promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

Autore: Pier Paolo Franco
Pubblicazione: domenica 15 dicembre 2024, 01:00
Categorie: energia, economia
Tag: prezzo energia, gas naturale, crisi energetica

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